Giovannino Guareschi, (1908-1968) scrittore, vignettista e umorista, noto soprattutto per essere il creatore di Don Camillo, inserisce il testo “Ci” nel suo “Diario Clandestino 1943- 1945” che raccoglie testi vari, pensieri e frasi scritti durante i due anni di prigionia passati in un lager nazista come prigioniero politico.

In questo brano autobiografico ci racconta, nel suo modo semplice e genuino, del suo angioletto mai nato che gli sta vicino durante la prigionia.

Un sentito ringraziamento ad Alberto e Carlotta Guareschi, depositari per internet del copyright delle opere del padre, che ne hanno autorizzato la pubblicazione.

30 agosto 1945

CI

  Giovannino seduto per terra sulla sabbia deserta. E' solo, ma non è solo. La vita gli diede tre figli, ma il secondo non ebbe niente dalla vita (né una briciola di luce, né un filo d'aria, né un nome), perché quando nacque la morte l'aveva agghiacciato.

Ma egli ravvivò la bocca muta con un soffio del suo respiro; accese gli occhi spenti con un po' di luce dei suoi occhi, e gli fece un nome con un pezzettino del suo cuore: Ci.

E Ci – non nato – visse. E fu sempre con suo padre, e anche ora è qui con lui, e nessuno lo sa.

Il tempo passa per gli altri suoi figli, ed essi invecchiano minuto per minuto: ma per Ci il tempo non esiste, ed egli eterna la sua giovinezza.

Ha tre figli: due sono il legame fra lui e la vita; Ci è il legame fra lui e la morte. Due gli fanno dolce la vita; Ci gli fa dolce la morte.

Gli uomini l'hanno diviso dagli altri suoi figli, ma Ci è sempre con lui; e nessuno può staccarlo da lui, neppure la Morte. Perché il giorno in cui egli getterà il suo fardelletto d'ossa, Ci ancora sarà al suo fianco, e lo prenderà per la mano, e assieme cammineranno sulle nuvole cupe e sui mari tempestosi dell'Eternità.

Un uccellino ha fatto il nido nel suo cuore: Ci. Da tre anni egli lo riscalda col suo amore, e la carne pallida è diventata rosea, e gli occhi brillano come due palline nere, e i capelli – rasciugati – riempiono la testolina di minuti ricci.

Gli ho fatto una camicia candida che lo copre fino ai piedi, e Ci – così, alto niente e senza peso – sembra un angiolino delle cartoline di Natale.

Non sa parlare, Ci, ma comprende suo padre perché è un parte del cuore di lui, e vive dei battiti del cuore di lui.

Giovannino, seduto sulla sabbia deserta, al limite del campo, sembra solo. E invece Ci è qui con lui, seduto sulla sua spalla destra, col faccino appoggiato alla sua gota scarna. E insieme guardano oltre la siepe e oltre la vita, e aspettano qualcosa.

Giovannino Guareschi 



Privacy Policy
Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017