Simona - 12/09/2016

Sono passati 16 anni da quel 21 luglio 2000. Eravamo giovani io e mio marito. Ricordo che una settimana prima facemmo l'ultima ecografia e ricordo il ginecologo che mi disse "tutto bene, preoccupati solo se non senti il bimbo muoversi ". Era il 20 luglio, la pancia sembrava volesse esplodere.. Non ricordo se il bimbo si fosse mosso quel pomeriggio, non lo ricordo perché ero in montagna con mio marito ed ero agitata, avevamo discusso. Ci conoscevamo da un anno, figlio inaspettato, ventenni entrambi ed entrambi insicuri. Torno a casa la sera e mi accorgo che non lo sento, mi rendo conto che non ricordo se l'ho sentito in giornata. Passo la notte e la mattina non lo sento ancora. Vado dal medico di base che mi dice di stare tranquilla, che succede quando lo spazio per il bambino è poco. Ma mi invita ad andare al pronto soccorso. Ci andiamo io e mio marito, abbastanza sereni... è grande e si muove poco. Ricordo solo l'infermiera che durante il tracciato ha uno sguardo strano e mi dice che è meglio fare una ecografia. Ricordo il medico che durante l'ecografia sta zitto e io scoppio in lacrime. Ricordo mio marito che mi dice di non preoccuparmi e il medico che scuote la testa e tristemente risponde che si, forse bisogna preoccuparsi perché il battito non c'è più. Il mio Federico è nato esattamente il giorno in cui doveva nascere, un parto naturale di cui ricordo poco, solo le parole gentili delle ostetriche che mi dicevano "sei stata brava". Beh... Non mi sono mai sentita meno brava come quella notte, con mille sensi di colpa che mi hanno accompagnato per anni e forse non mi lasceranno mai. Non l'ho preso in braccio il mio bambino. L'ho guardato, gli ho accarezzato le manine e le guance, ho visto che gli avevano messo il pannolino. L'ho sfiorato e gli ho detto addio in due minuti. Era tanto. Troppo per me. Di questo mi pento, di non averlo cullato, di non avere avuto il coraggio di tenerlo tra le braccia e baciarlo. Avevo paura. Sono diventata mamma di due splendide gemelle e vedo in loro gli stessi capelli biondi del mio bimbo. Loro parlano del fratellino, da sempre. Vorrei che lui sapesse che lo amo come amo loro. Non so se esiste un paradiso ma, se così fosse, spero che abbia perdonato quella giovane mamma .



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Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017