Silvia - 19/07/2016

Mi chiamo Silvia, sono la mamma di Anna, mai nata il 13/07/2016. Dopo anni di ricerche e fecondazione assistita, finalmente il test di gravidanza positivo. Eravamo felici. La gravidanza è andata bene, anche se avevo spesso mal di stomaco e vomitavo ero felice perché sapevo che era per lei, e non mi lamentavo. Le ecografie andavano bene, bi-test, morfologica, ed ecografia del III trimestre tutto bene. Scopro di avere il diabete gestazionale, stavo attenta a cosa mangiare, tenevo sotto controllo la glicemia e comunque andava tutto bene. Per via del diabete mi hanno inserita nelle gravidanze a rischio, ogni 15 giorni facevo il controllo e tutto procedeva bene. Dalla 38^ settimana ho iniziato i monitoraggi, mi facevano il tracciato e il controllo del liquido amniotico. Tutto andava bene. L’ultimo tracciato l’ho fatto l’11 Luglio, alla 40+1. Anche lì tutto bene. Fino al giorno dopo. Mi accorgo che la bimba non si muoveva, ed avevo la pancia dura, sentivo il piedino spingere da un lato della pancia, ma se lo toccavo rimaneva lì, immobile. Con mio marito siamo andati in reparto per controllare, l’ostetrica mi ha attaccato al macchinario del tracciato e non si sentiva niente. In cuor mio sapevo già tutto! Poi mi accompagna all’ecografo, tutto buio, chiama un’altra collega ed infine il medico, che non trovava le parole per dirmi che il cuoricino della mia Anna si era fermato. Ha voluto provare anche ad un altro ecografo, ma anche lì stessa situazione. Mi è crollato il mondo addosso, fino al giorno prima io e mio marito fantasticavamo sulla nuova vita a tre che di lì a poco avremmo vissuto. Hanno deciso di ricoverarmi, per fortuna mi hanno messo in una stanza isolata, da sola, dando a mio marito la possibilità di stare con me 24 ore su 24. La mattina mi avrebbero indotto il travaglio, facendomi l’analgesia epidurale per evitarmi almeno la sofferenza delle contrazioni. Durante la notte invece iniziano le contrazioni, da sole, quasi come se non bastasse la sofferenza avuta fino a quel momento. Sono stata tutta la notte a soffrire, dolori forti che si presentavano ogni 4-5 minuti. Ma dovevo resistere fino alla mattina perché per una mutazione genetica della trombofilia utilizzavo il Clexane e potevano farmi l’epidurale solo passate determinate ore dall’ultima iniezione. Con me c’era un’ostetrica, che mi ha messo una flebo per farmi diminuire le contrazioni, ma queste continuavano. Finalmente arriva il mattino, mi portano in sala travaglio, arriva subito l’anestesista che mi inietta l’analgesico. Finalmente non sentivo più alcun dolore, se non quello dell’anima... alle 18.25 ho partorito la mia Anna, la sala parto era silenziosa, l’ostetrica l’ha avvolta in un telo verde e l’ha appoggiata sul bancone. Dopo avermi sistemata avrebbero sistemato anche lei e ce l’avrebbero fatta vedere. Dopo circa un’ora di attesa finalmente abbiamo potuto vederla, era una bambina bellissima, sembrava stesse dormendo. Aveva i capelli neri proprio come me. Quello è l’unico ricordo che abbiamo di lei, non la rivedremo più se non nei nostri cuori. L’hanno portata via per farle l’autopsia, che purtroppo per legge va fatta in questi casi. Ieri 18/07/2016 è stata cremata, ha pensato a tutto mio marito, quando è tornato a casa con l’urna contenente le ceneri ho realizzato che la nostra piccola Anna non c’era più. Era tornata a casa, ma non dentro una carrozzina, ma dentro un barattolo. Ci siamo abbracciati e abbiamo pianto tutte le lacrime che avevamo.. Le ceneri le metteremo in giardino, sopra pianteremo una rosa bianca, in ricordo della sua bellezza. Spero che Anna da lassù ci dia la forza per andare avanti. Piccolina non ti dimenticheremo mai.



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Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017