Maria Teresa - 08/07/2016

Mi chiamo Teresa, e 40 giorni fa ho perso il mio piccolo Angelo. Ho 39 anni, sono un medico, ed ho già un bellissimo bambino di quasi 4 anni. La mia è una storia al contrario! quando rimasi incinta del mio primo bambino ero terrorizzata un po' da tutto, soprattutto dal parto. La prima gravidanza non era voluta, diciamo che è capitata, e forse per questo fin da subito chiarii con il mio ginecologo/amico che avrei preferito un cesareo, avevo paura che potesse succedere qualcosa durante il travaglio e le ultime settimane le vissi con grande angoscia, sapevo purtroppo che esiste la morte in utero e ne ero talmente spaventata che ogni giorno delle ultime 3 settimane mi sembrava di dover andare al patibolo! Poi tutto andò bene, ebbi il mio cesareo dopo qualche ora di Travaglio, così come eravamo rimasti d'accordo con quel santo del mio ginecologo e tornai a casa con uno splendido maschietto. Dopo circa 3 anni decisi di riprovarci. Dopo un primo aborto alla 7 settimana, rimasi incinta quasi subito di un secondo maschietto. Ero felice, avevo deciso di vivere questa seconda, voluta, gravidanza in maniera molto diversa dalla prima, volevo godermela, in tutti i sensi, non volevo farmi prendere dall'angoscia della prima volta, e visto che tutto sommato la prima volta era andato bene perché stavolta sarebbe dovuto essere diverso? Per tale motivo, e perché inoltre mi ero pentita di aver chiesto insistentemente il cesareo la prima volta, avevo deciso di partorire naturalmente. Convinsi quel santo del ginecologo e decidemmo insieme di aspettare l'inizio spontaneo del travaglio. Mi circondai di persone fidate, ostetrica, un altro collega ginecologo estremamente bravo che mi ha fatto tutte le ecografie. Io stavo meravigliosamente bene, forse troppo, ero orgogliosa della mia pancia, del mio bambino che si era sempre fatto sentire come a voler dire sto qui, sto bene, fidati di me, e così era, mi fidavo di lui, di me stessa e della natura, tutto il contrario della prima volta. Ma alla 37 settimana in quella maledettissima notte del 28 maggio, ho capito che stava succedendo qualcosa di strano, una strana contrattura dell'utero, come uno spasmo continuo, poco doloroso ma che non passava, mi ha subito allarmato, pochi minuti dopo ....sangue, tanto sangue, chiamai immediatamente ginecologo ed ostetrica che mi dissero di correre all'ospedale e quando arrivai non c'era più battito, nulla, la vita del mio bambino si è persa in pochi maledetti minuti, un distacco massivo e totale di placenta me lo ha portato via in brevissimo tempo, e se non ci fosse stato l'intervento tempestivo del personale sanitario con un cesareo urgentissimo (fatto in meno di 20 minuti dal mio arrivo in ospedale) oggi non ci sarei nemmeno io! Che crudeltà la vita, che ironia della sorte, stavolta che ero tranquilla la tragedia di cui tanto avevo paura la prima volta si è concretizzata! Mi sento in colpa per non essermi preoccupata a sufficienza per questo bambino, mi sento assurdamente punita per le scelte fatte la prima volta! Cerco di farmi forza, ma alzarsi dal letto ogni mattina è una gran fatica. Ritrovarsi senza pancia e senza bambino è la cosa più crudele del mondo! Vivere questi giorni dopo la perdita del mio bellissimo bambino è stata la cosa più surreale e devastante che mi sia mai capitata, mi tornano in mente i meravigliosi momenti di questa gravidanza, e la notte mi accarezzo ancora la pancia sperando di sentirlo muovere ancora! Sono estremamente infelice per come sono andate le cose, non mi sarebbe importato in fin dei conti di avere un secondo cesareo, ma subire l'intervento senza avere il bambino è la più grossa beffa di questo mondo. I poveri ginecologi sono costernati per come sono andate le cose, sono persone che stimo e che conosco molto bene, mi dicono che è stata una fatalità, ed io ci credo. Purtroppo noi che viviamo tutti i giorni dentro le mura di un ospedale sappiamo che le fatalità esistono, e che comunque a volte chiamiamo fatalità qualcosa di cui ancora non si conosce il perché! Molti vostri racconti chiedono perché non si dicano queste cose alle mamme, ma io mi chiedo e vi chiedo, a che pro? Io che sapevo è cambiato qualcosa? No! Il mio sapere mi ha semplicemente avvelenato la mia prima gravidanza! Non so se rimarrò mai più incinta, ora non ci voglio pensare, ma anche succedesse non sarà mai la stessa cosa, non potrei mai vivere spensieratamente e anzi sarebbero 9 mesi di paura e follia, e dovrei comunque rifare un terzo cesareo, anche solo quello mi atterrisce! Ringrazio il mio piccolo Angelo, volato in cielo troppo presto, prima che io potessi baciarlo, lo ringrazio per avermi regalato questi mesi bellissimi, per avermi restituito le emozioni della gravidanza, per essermi stato vicino con i suoi movimenti e non avermi mai lasciato da sola, fin quasi alla fine. Amore mio vivrai sempre nel mio cuore, spero che, ovunque tu sia, tu stia bene e che mi aspetterai e mi abbraccerai quando ci rivedremo. Ti amo, la tua mamma! Teresa.



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Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017