Sara - 26/02/2016

Buonasera, solo oggi dopo due mesi e mezzo ho trovato il coraggio di scrivere e condividere con voi la mia esperienza. Nicolò è' il mio primo bimbo, doveva nascere oggi (dpp), invece è venuto alla luce con gli occhietti chiusi il 17/12 alla 30 settimana di gestazione. La gravidanza era stata fisiologica, nessun problema, stavo per entrare in maternità mancava meno di una settimana. La sera del 16/12 siamo andati al controllo mensile dalla ginecologa, tutto ok, visita rilassata, procedeva tutto al meglio. È' stata l'ultima volta che abbiamo visto Nicolò vivo. La mattina dopo senza perdite ematiche ho sentito dei dolori e ci siamo recati in ospedale. Non c'è battito le fatidiche parole dopo il nostro ingresso e poi un calvario di dolore. Nicolò non c'era già più. Io ho rischiato la vita. Dopo 11 giorni di ospedale sono tornata a casa con le braccia vuote e il cuore in frantumi. Oggi, dopo 72 giorni e nel giorno della scadenza presunta del parto, ho scritto a Nicolò i miei pensieri che condivido anche con voi e con chi come me ha vissuto una esperienza così dolorosa. Il dolore se condiviso diventa più leggero.

Sara e Gigi.

"Ciao Nicolo', sono passati 72 giorni da quando ti sei addormentato e hai smesso di abitarmi. Oggi forse saresti arrivato da me, era, come dicono gli addetti ai lavori, la Dpp, la data presunta del parto, chissà, ho sempre avuto la sensazione che non saresti nato a febbraio, che non avresti scelto un mese corto e freddo per venire alla luce ma avresti preferito venire alla luce a marzo, un mese pazzerello in cui spuntano le gemme sugli alberi e i bucaneve annunciano la primavera bucando coraggiosamente il terreno. Non mi sbagliavo, non sei nato in febbraio, sei nato in dicembre. Come una sveglia ingiusta e improvvisa puntata troppo presto sei arrivato svegliandoci mentre tu dormivi già'. Ti aspettavo oggi e invece ieri mi sono incontrata con il professore che ha esaminato con attenzione il tuo corpicino esanime cercando, se mai vi fossero, le cause del tuo sonno improvviso, senza trovarle perché tu eri perfetto, mi ha detto. Eri un bimbo sano, in perfetta forma. Le sue parole, sebbene pronunciate con estrema delicatezza e professionalità, sono state un colpo all'anima e al mio, al nostro cuore che ormai viaggia in bilico appoggiato ad un solo binario dal 17/12. Mi sono chiesta, nelle lunghe passeggiate col mio salvavita a quattro zampe, con chi potessi prendermela per questo scippo che la vita mi ha regalato senza sconti. Non ho trovato una risposta. Non ho trovato una risposta da poterti dare, da potermi dare per sollevare i sensi di colpa che sterili si affacciano alla mente e mi fanno credere di per non essere riuscita a proteggerti, fino in fondo. Ho chiesto al patologo se poteva dirmi l'ora in cui ti eri addormentato in un sonno da cui ora non è possibile svegliarti, mi ha risposto che non è possibile stabilire un orario non essendo soggetto agli eventi esterni come negli adulti, essendo dentro al ventre materno. Si' perché tu eri protetto da me, dentro me vivevi al sicuro ed è proprio nel luogo più sicuro al mondo dove hai iniziato ad esistere, a sentire i rumori, a muoverti, che hai incontrato qualcosa di imprevisto, qualcosa che non avevamo calcolato, di cui nessuno ci aveva parlato e che se anche ci avessero spiegato, non avremmo potuto anticipare, prevedere ed evitare Nicolo'. Ma a me non mi da' nessuna consolazione sapere che non c'era modo di salvarti, di salvare un bimbo sano e bello che aveva tutto il diritto di esistere. Non posso tirare indietro quella maldetta sveglia che ci ha fatto precipitare in un incubo, non posso cancellare nulla, posso solo ricordare e regalare a me stessa e a chi ti ha voluto bene quanto di bello c'è stato nei 200 giorni che abbiamo vissuto insieme riuscendo ad essere il regalo più grande che la Vita abbia saputo donarmi. So che le parole e le lacrime che non escono incrostano il cuore e lo rendono duro, come il calcare fa con gli ingranaggi della lavatrice, e allora io queste parole e questi ricordi conditi dalle mie lacrime di cui conosco ogni sapore e ogni ragione, voglio lasciarle uscire e ripensare che anche se oggi che non sei arrivato, hai donato comunque a me e al tuo papà dei momenti irripetibili di felicità sin dal giorno in cui, il 29/6, abbiamo saputo di te dalla doppia lineetta del test di gravidanza. Tremante di incredulità e commozione ho pensato proprio quel giorno che qualcuno ti avesse passato la staffetta su questa terra.. Non potremo mai dimenticare la prima volta che ti abbiamo visto su quel monitor scuro dove la ginecologa, Francesca, capiva e interpretava tutto traducendolo a noi, ignoranti di quanto fosse comparso di fronte ai nostri occhi, che seguivamo ogni suo gesto, ogni sua parola come due bambini persi, e Francesca ci ha condotti a te che eri un piccolo puntino pulsante di vita, era il 15/7. Ad agosto siamo andati tra le montagne in valsesia dove hai superato l'esame della translucenza nucale, test importante per scongiurare anomalie genetiche. Il 20/8 non eri più un minuscolo puntino ma abbiamo provato l'emozione di vedere la crescita del tuo corpicino e della tua testolina e sentire il battito, accellerato, del tuo cuore. È stata un'emozione unica vedere e sentire un essere umano che prendeva forma dentro me. Il 16/10, esame degli esami, hai superato anche la eco morfologica, ovvero la conta di tutto quello che compone un piccolo essere umano e che lo rende miracolosamente perfetto. All'appello non mancava nulla, tutto era disposto correttamente e le tue misure erano assolutamente nella norma del periodo. Io e il papà quel giorno abbiamo tirato un enorme respiro di sollievo.. Erano mesi di apnee vissuti nella speranza che tu fossi sano. Ed infatti sano, lo sappiamo anche ora, lo sei sempre stato. Avremmo però dovuto tenere il fiato in sospeso sul fatto che restassi anche vivo oltre che fossi sano ma non abbiamo neppure lontanamente pensato a questa eventualità. Ogni mese l'appuntamento con te era il più bello. Ti giravi, ci guardavi inconsapevole affacciandoti al video e noi smettevamo di respirare per qualche istante.. Stavi bene, crescevi, eri un bimbo normale. Il nostro bimbo in arrivo. Sei venuto alla luce il 17/12 e il papà mi ha detto che eri bellissimo, biondo, occhi rubati al cielo, una fotografia di noi due il tuo volto. Dormivi sereno, ignaro delle lacrime di dolore di chi ti aveva in braccio. Ti ho preso in braccio tante volte e ti ho voluto conoscere prima di salutarti Nicolo' e se avessi potuto ti avrei tenuto con me per sempre. Quello che so oggi guardando il calendario che mi fissa immobile e che mi suggerisce che oggi dovevi arrivare, e' che se oggi il dolore della tua perdita è immenso, la gioia che mi ha dato cullarti e viverti dentro me in questi 200 giorni, e' e sarà sempre e per sempre ancora più grande. Grazie mio Piccolo Principe,

La tua Mamma e il tuo Papà."



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Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017