Anonima - 12/10/2015

Sono finita per caso in questo sito è mi è venuta una gran voglia di parlare della mia storia: Sono andata a convivere nel marzo 2004 con il mio compagno (che amo moltissimo) e nel marzo del 2005 ero già in ospedale con il mio primo aborto spontaneo, non sapevo di essere incinta anche perché mi si è presentato il mio ciclo (con solo 2 gg di ritardo), ricordo che quel ciclo era particolarmente strano dal solito ... infatti una notte, fui colpita da dolori allucinanti in fondo alla pancia, erano talmente forti che quasi toglievano il fiato, il brutto era che il mio compagno aveva il turno di notte, lo chiamai al lavoro ma niente, non volevo far preoccupare nessuno quindi sopportai quel dolore fino alle 6.00 del mattino quando arrivò il mio compagno. Quando arrivò a casa la sua faccia era sconvolta mi prese di peso e mi portò al Pronto Soccorso, dove mi fecero tutti i controlli, ricordo che mi chiesero se fossi incinta e io molo tranquillamente risposi di no. Mi fecero l’esame del sangue e una ecografia e li la notizia: ERO INCINTA, ma purtroppo avevo appena avuto un aborto spontaneo, io rimasi a bocca aperta e il mio compagno idem. Ero in poche settimane, ne rimasi dispiaciuta, sorpresa, ma sapevo che madre natura era molto generosa, ma anche spietata, mi feci forza, pronta per affrontare questa nuova situazione. Mi fecero il raschiamento e mi dissero che potevo aspettare almeno un ciclo prima di rimare incinta di nuovo. Da li mi si svegliò la voglia di maternità, la voglia di avere un figlio stessa cosa per il mio compagno, cosi aspettammo un ciclo e dopo quello ci mettemmo a cercare questo bambino. Rimasi incinta subito, ed eravamo felicissimi, continuavo a lavorare ma con la massima attenzione, alla 12esima settimana ero proprio al lavoro e fui colpita da forti dolori sotto la pancia, non riuscivo nemmeno a camminare, mi portarono d’urgenza al pronto soccorso, e li la diagnosi: distacco della placenta, ma c’era ancora battito, quindi assoluto riposo. Speranzosa dopo 1 settimana di ricovero mi mandarono a casa: da li cominciò il mio calvario, tutto il giorno a letto e tutti i giorni perdite di sangue, ero distrutta sembravo una malata terminale, ma c’era battito e stavo facendo il possibile per portare a termine questa gravidanza, i medici dicevano che questa "spaccatura" della placenta si sarebbe riassorbita ed era per quello che io avevo sempre perdite di sangue, con molta fatica arrivai alla 20esima settimana. Il 18 dicembre del 2005 avevo la morfologica, e sentivo un brutto presentimento, il mio compagno mi accompagnò di solito questa ecografia è la più bella, per me si rivelò un incubo, si accorsero che avevo rotto il sacco amniotico e non avevo più liquido. Il feto stava li "al secco", ma con il suo battito, ero sconvolta non riuscivo nemmeno a parlare piangevo solo ... mi ricoverarono d’urgenza e per una settimana mi imbottirono di flebo per le infezioni e cercarono di salvare il feto ... psicologicamente ero a terra, sentivo questo bambino quanto era aggrappato alla vita, tutti i giorni che mi provavano il suo battito lui era li che batteva più che mai e io ogni giorno ...avevo meno desiderio di sentirlo. E’ orribile dirlo, ma speravo con tutto il mio cuore di non sentire più per quel cuoricino, perché sapevo a cosa si andava incontro, non aveva ancora i polmoni formati, e se anche avessi superato quei 15 gg avrebbe potuto nascere con seri problemi. Non avrei mai sopportato una cosa del genere, all’epoca avevo solo 25 anni non ero pronta ad affrontare una cosa del genere, allora pregavo, pregavo che non mi fosse inflitto un dolore cosi grande, non volevo più che mio figlio soffrisse. Ma io ero impotente, non potevo fare nulla dovevo rispettare la legge. Dopo qualche giorno i medici stabilirono che il feto stava facendo rischiare la vita alla madre, in ogni caso non sarebbe sopravissuto, quindi mi indussero il parto. Ricordo bene quella mattina, non mi sentivo incolpa, ma infinitamente triste, avevo fallito. Il parto è stato doloroso e inutile, tanta fatica per niente, ricordo che in sala parto appena il feto usci riusciii a tirarmi su un attimo e intravedi il suo faccino, un bellissimo faccino, ovviamente gli ostetrici fecero in modo di farmi stendere subito, mi si avvicinò il ginecologo e con una infinita dolcezza mi disse: "Stai provando molto dolore, ma credimi è stato meglio così". Volevo sapere almeno il sesso di quella creatura, e lui mi disse che era una bambina. Chiusi gli occhi e quando li riapri ero in camera, con il mio compagno e mia mamma a fianco. Non avevo mai sentito il vero dolore avevo appena perso la mia bambina, poco dopo che ero in camera arrivò l’infermiera e chiese a me e al mio compagno se volevamo procedere per il funerale cioè portarla a casa, in quel momento mi crollò il mondo a dosso istintivamente dissi di no, era troppo !!!! Faceva male e io volevo dimenticare dimenticare in fretta. La vigilia di natale mi dimettero. E io ero un’anima in pena, ma riuscii a reagire cominciai subito il lavoro e la mia vita e ne parlavo ne parlavo sempre con tutti quelli che me ne davano occasione, mi resi conto che parlane fu la mia forza per superare. Ne parlavo con tutti tranne che con il mio compagno, per lui è stato ancora più difficile ancora oggi evita il discorso. Per un anno intero non cercammo figli io dovevamo entrambi riprenderci!!! Il 28 febbraio 2007 mi accorsi di essere di nuovo incinta, mi misero subito in maternità anticipata, ma feci una splendida gravidanza, come deve essere!!! La gravidanza non è una malattia , ma la cosa più bella che una donna può vivere. Quando mi fecero questa morfologica ero impaurita, ma quando mi dissero che aspettavo una bimba mi sono commossa, il destino mi stava ridando quello che prima mi aveva tolto. A novembre nacque la ns meravigliosa figlia, che ha tutto ciò i meglio che madre natura poteva offrire. Non passa giorno a cui io non pensi alla mia bimba mai nata, ma credo che il suo compito sia di proteggerci e accompagnare la sua sorella terrena in tutte le sfide che le riserverà la vita. Lei fa parte di me, non ho voluto seppellirla, per non continuare a soffrire, perché non si può dimenticare, non voglio dimenticarla e per lei ho sempre un dolce pensiero tutti i santi giorni.

Anonimaxxxx.



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Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017