Letizia - 05/07/2015

Non so perché leggo tutte le testimonianze contenute in questo sito, forse voglio trovare una spiegazione o semplicemente un po' di conforto al dolore profondo che affligge anche me. Ho perso mio figlio alla 39° settimana esattamente 10 giorni prima della DPP, il giorno dopo aver eseguito il primo tracciato e aver fatto il controllo ginecologico. Tracciato regolare, normoreattivo, liquido amniotico abbondante, queste le parole che continuavo a scrivere ad amici e aprenti per informarli sull'esito del primo monitoraggio! Quella sera il mio piccolo si è fatto sentire al massimo del suo vigore e della sua vitalità con calcetti intensi e frequenti. L'indomani stranamente molta calma, nessun segnale. Mio marito si preoccupa e andiamo in ospedale per un controllo...io sono sempre stata fiduciosa e non avevo idea che si potesse verificare una morte endouterina a gravidanza avanzata (nessuno ne parla mai, sebbene si esistano tantissimi casi come il mio)...pensavo che ci avrebbero rimandati a casa con il sorriso sulle labbra dicendoci di non preoccuparci troppo. E invece arrivati lì tentano di eseguire il tracciato, poi mi fanno passare in un'altra stanza per eseguire un'ecografia e poi l'ostetrica chiede aiuto a una dottoressa, ma ancora non capivo. Non avrei mai immaginato! Con un pretesto mi lasciano sola e fanno entrare mio marito che mi dice "Lorenzo non c'è più!" Non ho realizzato fino a quando mio marito per reazione non ha sferrato un pugno sul muro della stanza per rabbia. A quel punto mi è crollato il mondo addosso, in lacrime ho chiesto spiegazione alla dottoressa che aveva affidato a mio marito l'arduo compito di darmi la tragica notizia. Non sapevo cosa pensare e sono stata in grado di dire solo "Non ho fatto nulla, ma io non ho fatto nulla". Il senso di impotenza e di colpa ti assale, e pensi a tutto ciò che hai fatto e a come non sia stata in grado di proteggere il tuo piccolo! Quel 13 maggio 2015 la mia vita è cambiata. Io sono cambiata. Un dolore profondo, amaro e logorante ha improvvisamente preso il posto della gioia infinita che mi aveva accompagnato per nove mesi. Il cuore di mio figlio ha smesso di battere improvvisamente senza un motivo, una causa scientifica apparente. Era sanissimo e in perfetto sviluppo. Mi hanno indotto il parto e ho partorito dopo 18 ore un bambino stupendo, dalla pelle vellutata e sereno, 3,3 kg e 51 cm. Sembrava che dormisse! Non ho avuto alcuna esitazione a vederlo e a tenerlo tra le braccia. Nonostante avessi gli occhi colmi di lacrime l'ho osservato e subito ho provato quello che si potrebbe definire amore eterno, amore materno!! Da allora non credo di vivere, ma semplicemente di sopravvivere. I giorni passano, io lo ricordo, gli parlo, vado al cimitero a portargli i fiori, lo piango e non riesco a darmi una spiegazione. Aspetto il risultato dell'esame autoptico, ma sento che nulla potrà dare un senso a quanto è accaduto!! L'unica cosa che mi fa andare avanti è la certezza che mio figlio mi ama e mi accompagnerà nel mio cammino così difficile e tortuoso. Lui mi manda segni di amore! E' un angelo tra gli angeli del paradiso! Non ho altri figli e al momento provo una grande incertezza: non potrò mai vivere una gravidanza futura nella piena serenità! Leggo di molte donne che sono riuscite a superare questa tragedia e spero in cuor mio di essere in grado di farlo anch'io. Spero di poter gioire un giorno insieme a mio marito per la nascita di un altro figlio! Però adesso posso dire che la nascita di un figlio morto ti cambia profondamente oltre ogni immaginazione, e scava un vuoto nell'animo che nulla potrà colmare!.



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Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017