Caterina - 07/01/2015

Non lo dicono, non lo sai... nessuno ti avverte eppure non solo accade, ma in seguito scopri che è successo ad almeno un parente o un amico di ciascuno di quelli che incontri. Ovviamente sto parlando di quello che ci ha colpito, non riesco quasi a scriverlo, ma devo: sto parlando della morte del piccolo bambino che era dentro di me, sto parlando di Lorenzo. Il terzo figlio, il primo maschio dopo due splendide femmine. Quel maschio che il papà aveva tanto desiderato, quel maschio che il papà già immaginava di accompagnare a scuola calcio, di incoraggiare a tifare la squadra del cuore, quel maschio che tutti mi dicevano "vedrai quanto sarà attaccato alla mamma!". Invece, dopo una normalissima gravidanza, controlli, esami, ecografia 10 giorni prima, visita 7 giorni prima, alla 36^ settimana, il 5 novembre 2014, Lorenzo è nato morto. Non sentivo più i suoi movimenti, quei movimenti che fin dalle prime settimane avevano accompagnato la mia gravidanza tanto da indurre le lamentele della ginecologa che non riusciva a fare bene l'ecografia. "Quanto è agitato!" mi dicevano sempre. Eppure, ad un certo punto, tutto si è calmato, i giorni precednti sentivo lunghi singhiozzi che mi facevano sorridere e ora mi chiedo se fossero indizi di una asfissia, del fatto che non riuscisse più a respirare... Non lo so! Come tutte, credo di essermi fatta ogni tipo di domanda senza ricevere o senza darmi alcuna risposta certa. Sono passati due mesi e due giorni da quando ho dovuto partorire il mio picccolo e ancora mi chiedo e penso mi chiederò sempre se è stata colpa mia. Il dolore mi accompagna e le feste di natale appena trascorse mi hanno solo fatto venire voglia di correre al cimitero a piangere sulla sua tomba. Quel piccolo corpicino freddo solo nella sua bara bianca, senza la sua mamma che lo riscaldi, senza la sua mamma che lo tenga o lo abbia mai tenuto in braccio o baciato. L'ho visto, l'ho voluto vedere dopo il parto, anche se mi avevano sedato per non farmi vedere la sua ...nascita dovrei dire, ma invece era solo la sua espulsione. Era perfetto, pesava 2,400 Kg, bello, "assomiglia alla mamma" mi ha detto la ginecologa. Quell'aria familiare, simile a quelle due piccole principesse che ora mi fanno andare avanti, che mi costringono a non mollare che, insieme a mio marito, mi aiutano a vivere anche se sinceramente non so che vita sia. I giorni passano e mi sembrano sfuggire dalle mani, come acqua. Mi sento intorpidita e ho paura anche solo ad ammettere che vorrei un "altro" figlio, uno che non sarà Lorenzo. Ho due figlie, ma posso dire di averne avuti 3. Tutti fingono che non sia accaduto, non ne parlano, solo qualche estraneo si azzarda a chiedere dov'è il mio bambino perchè magari mi aveva visto col pancione. Mi ritrovo a parlarne e quasi a dover consolare gli altri. Ma soprattutto mi ritrovo a dover tranquillizzare chi mi sta intorno indossando la maschera della normalità. Ma non sono normale... non lo sarò più, quel dolore sarà sempre con me, l'assenza di Lorenzo la sentirò sempre! Una cosa è certa, non sarò più così arrogante da dare per scontata la nascita di un figlio. Anche quando tutto va bene quel bimbo che tanto ami e che tanto stai aspettando di conoscere può non venire al mondo... senza un perchè.



Privacy Policy
Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017