Alba - 03/02/2014

Andrea e' nato il 23 gennaio 2013. La data presunta del parto doveva essere il 16 febbraio. Il 21 gennaio ho una visita programmata dalla ginecologa. Mi chiede come sta procedendo. L'ultimo controllo era stato il 4 gennaio. Sto bene. La dottoressa prima di visitarmi mi da qualche indicazione sui pediatri che si trovano nel mio comune. Mi fa stendere, le dico che da qualche giorno lo sento muoversi in modo diverso. I movimenti sono meno frequenti e più' lenti. Mi dice che dall'eco va tutto bene. Mi chiede da quanto tempo non lo sento. Rispondo che tra martedì e mercoledì' notte si e'mosso moltissimo e che da mercoledì' sento dei movimenti più' lenti ma li sento. Mi suggerisce di andare in ospedale per un tracciato. E' meglio fare un controllo, meglio un eccesso di zelo. Accompagnata da mio marito arrivo al pronto soccorso credendo che poteva esserci qualcosa che non andava ma che si sarebbe potuta risolvere, nello stesso tempo dico a me stessa ed a mio marito che le cose vanno come devono andare. Mi accompagnano al primo piano assieme ad una mamma prossima come me al parto che si trovava lì a causa di perdite. Ci fanno stendere assieme. Ci separa solo una tenda. Mettono l'apparecchio per rilevare il battito credo in contemporanea, il cuore del suo bimbo batte come il trotto di un cavallino, il cuore del mio, come dalla ginecologa, sembra un fruscio di foglie. Una delle ostetriche indica con il dito lo schermo. Chiamano una dottoressa, chiedo del battito. Mi dicono, lo stiamo cercando. Chiedo del battito una seconda volta ed una delle due ostetriche abbassa la testa ... Mi dicono che il cuore non batte più'. Chiedo di chiamare io marito. Arriva con gli occhi lucidi. Penso che mi facciano un cesareo ... Mi dicono che è' meglio un parto naturale salvo pericolo di infezioni o altri rischi per me. Alle 13:00 procedono con la prima iniezione di gel che serve per indurre il parto, seguono una alle 18:00, una al mattino successivo, una nel primo pomeriggio, l'ultima in tarda serata. Intorno alle 19:30 i primi dolori come se fosse una mestruazione, alle 21:00 mi fanno una flebo con antidolorifico. Alle 3:30, sento un colpo basso ed un dolore improvviso, dico a mio marito di chiamare l'ostetrica, Giovanna. Mio marito che è' accanto a me dal primo istante, che mi ha supportato fisicamente e psicologicamente, che ha saputo essere marito, madre, padre, fratello in poche ore. Lui che se vede una goccia di sangue o se ha un raffreddore sta male ... Almeno fino a quei momenti ... Sto con lui da 16 anni ... Non immaginavo che fosse capace di trasmettermi tanto coraggio, tanta forza e tanta serenità'. In tutte queste ore ho pensato che Andrea fosse dentro me come dal primo giorno anche se non si muoveva più continuamente come aveva fatto dal quarto mese ... Il 18 settembre. Mi predispongo al parto con normalità senza l'angoscia che lui non fosse vivo. Ho sempre pensato che mio figlio non meritasse strazio, dolore, angoscia, ma che io fossi serena e capace di accogliere quanto stava accadendo senza respingere niente e senza rabbia. Giovanna mi ha rotto le acque, le doglie erano intense ma mi davano qualche minuto di respiro. Arrivo in sala parto chiedendo solo epidurale, edipidurale, epidurale. Il dolore fisico era enorme, ho pensato di morire. Mio marito mi ha raccontato che la testa di Andrea era visibile ... Per l'epidurale non c'era più tempo. Mi hanno consigliato di aggrapparmi ai manici per spingere. Con la prima spinta ho sentito uscire la testa. Con la seconda Andrea e'venuto alla luce, la sensazione e' stata quella di un fiume che accompagnava dolcemente il suo corpo. Dopo un po' mio marito spunta dalla porta con una culletta con dentro lui ... Capelli foltissimi e nerissimi, mani incrociate in alto sul petto, dita affusolate e lunghissime. Nei suoi occhi chiusi io ho intravisto come un senso di sofferenza ... Come se fosse contratto ... Dopo un mese mi dicono che si è' trattata di una tragica fatalità ... Si è stretto il cordone attorno al collo ... Andrea nasce il 23, il 26 decidiamo di fare la cerimonia di sepoltura. C'era mio fratello, il fratello di mio marito, i nostri genitori, mia cugina. La sua bara bianca dal primo istante per me somiglia ad un porta gioie gigantesco. Ci sono sopra degli angioletti dorati appoggiati. Dico al Signore che come la cosa più preziosa, lui lo ha voluto ed io devo accogliere la sua volontà, il Signore mi chiede una prova della mia fede e del mio amore per lui ... Posso solo accettare. Andrea e' il nostro primo figlio ... Speriamo che presto il Signore ci faccia dono di un altro figlio e che possa rimanere anche fisicamente accanto a noi ... Forse ho dato per scontato che un figlio basta cercarlo ed arriva ... Non è' così ... Un figlio e' un dono, un miracolo ... Va accolto con grandissima riconoscenza e con un amore che per me deve andare oltre la vita fisica ... Con amore al mio Andrea ed a tutti i genitori che hanno vissuto e che vivono la mia stessa esperienza affinché attraverso l'amore che proviamo per i nostri figli, possiamo sentirli vivi nelle nostre esistenze ... L'amore per me è' accettare di avere accanto mio figlio in modo diverso perche' mio figlio merita sentimenti di amore, tenerezza e felicità come se fosse fisicamente accanto a me. La sua assenza fisica non può costringermi a provare rabbia angoscia o dolore ... Sento che non lo vorrebbe. Grazie perché leggere le vostre testimonianze ci permette di condividere queste emozioni ... non dobbiamo permettere che quelle negative vincano su quelle positive ... abbiamo ricevuto un dono grande ... Non dimentichiamo lo mai. Alba.



Privacy Policy
Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017