Lidia - 23/06/2011

La nostra bambina si sarebbe chiamata Viola, sarebbe nata il 16 dicembre 2010.

La vita ha deciso invece diversamente...in una mattina di agosto. 21 settimana, avverto delle contrazioni...decido di restare calma, "forse è l'utero che si sta adattando" - dicevo tra me e me - in fondo stavo iniziando il sesto mese...ci stava. O almeno così avevo letto. Niente: il mal di pancia non passa e le contrazioni sono sempre più ravvicinate. Inevitabile la corsa al p.s. in una Roma deserta, sinistramente silenziosa. Vengo visitata...prima sentenza: collo dell'utero appiattito, ricovero d'urgenza. Vabbè.."ma ce la facciamo, dài". Un pensiero nemmeno troppo convinto, le lacrime iniziano a scavarmi l'anima. Arriva l'ostetrica e la sua sentenza finale: dilatazione di 3 cm..nulla da fare. Stavo partorendo. "La prossima gravidanza andrà meglio" la loro frase di chiusura. Passerella di dottori e infermiere, ognuno dei quali non smette di ricordarmi che mia figlia non sopravviverà e che il parto è imminente. Cercano di indurmi le contrazioni..ma il sacco non si rompe. E' sceso in vagina ma non si rompe. Passano 2 giorni prima che Viola mi lasci. Non dimenticherò mai quanto ha lottato per vivere, quanto il suo cuore fosse vivo e pulsante e limpidamente percettibile accanto al mio. Non dimenticherò mai l'attimo in cui ho chiesto di vederla e ho avuto davanti questo meraviglioso angelo di appena 380 grammi. Così piccolo e così perfetto. Non ho sensi di colpa, solo un profondo dolore e un'altrettanta profonda consapevolezza di aver vissuto comunque un'esperienza meravigliosa nonostante la perdita. Ti amo, tesoro mio. La tua culla è il mio cuore, sempre.

Lidia e Davide.



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Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017