Patrizia - 01/08/2008

Daniele, il mio bambino meraviglioso che fra qualche gionro compirà un anno, aveva solo 4 mesi quando ho scoperto di essere di nuovo incinta.
La reazione alla nuova gravidanza è stata un miscuglio di gioia e terrore.....forse più terrore che gioia e questo mi distrugge ancora di più perchè pagherei l'oro che non ho per tornare indietro e far percepire alla mia Asia l'amore che solo ora, dopo averla persa, provo.
Ho già 35 anni e, visto che con Daniele tutto era andato benone, decido di fare l'amniocentesi anche per la mia seconda gravidanza.
L'amniocentesi mi ha strappato mia figlia a sole 18 settimane................giorno 5 Maggio 2008!

Si, avete capito bene ... faccio parte di quella piccolissima percentuale di donne a cui l'amniocentesi a strappato suo figlio. Errore umano? Caso? Imperizia? Che importanza ha? Io non ho più la mia bambina che si nutre del mio sangue dentro di me ... la sua anima è volata in cielo con parte del mio cuore che sanguina dolore e lacrime...
Durante l'amniocentesi l'ago ha provocato una piccola emorragia all'interno della placenta che a dire del mio ginecologo e del medico che ha praticato l'intervento non era una conseguenza gravissima ... solo una complicazione non grave. Immediatamente il cuore della mia bambina però diventa brachicardico, rallenta e altrettanto immediatamente mi attaccano una flebo di antiemorragico e di progesterone. Un protocollo normale in questi casi mi dicono ... anche le infermiere mi tranquillizzano dicendomi che capita spessissimo ... La mia bambina viene monitorata in ecografia ... il cuore rallenta sempre di più ... ancora un'ecografia ... guardo il viso del mio ginecologo ... è strana ... chiama un'altra ginecologa della clinica ... anche lei guarda il monitor costernata ... "Signora, purtroppo devo dirle che non vedo più il battito" ...
In quel momento ho distolto lo sguardo dal monotor e ho guardato mio marito che mi teneva forte la mano. Aveva già le lacrime agli occhi ... aveva capito. Io invece no, continuavo a pensare che il cuore sarebbe ripartito che era solo un errore. Attivano l'ecodopler per sentire il cuore olre che vederlo ... niente, solo una linea piatta che mi fa capire ... comincio ad urlare e piangere ... leggo dolore negli occhi di mio marito che più composto fa uscire lacrime di dolore ... mi trasportano di corsa in ospedale dove mi confermano la diagnosi: morte enouterina del feto. Perchè omettono "per complicazione amniocentesi"?
Devono procedere con l'induzione del parto ...
Chiedo di mettere firma e di tornare l'indomani per stare a casa con mio marito e il mio Daniele ... me lo fanno fare.
Inutile dire che non abbiamo dormito, abbracciati abbiamo trascorso la notte ad asciugarci reciprocamente lacrime silenziose intervallate da mie urla di dolore ... come una cagna ululavo per il dolore che sentivo dentro ... mio marito mi stringe forte ma il dolore non passa. Non può passare.
Alle 7 sono di nuovo in ospedale e comincia un calvario che non auguro neanche ai miei peggior nemici.
Mi inseriscono delle candelette per ammorbidire il collo dell'utero e per far partire le contrazioni che cominciano solo nel pomeriggio. Aumentano sempre di più ... alle 21 il dolore diventa insopportabile ... chiedo un antidolorifico. Mi attaccano una flebo ma il dolore non diminuisce. Sono in una stanza con altre ragazze, una nelle mie stesse condiioni ... chiediamo aiuto ma il medico di turno ci ignora e ci spiega con tanto di tono sgarbato e infastidito che "dobbiamno espellere il feto morto da sole". Si, perchè chi abortisce non fa un parto ... espelle un feto morto. Ci mettono un pannolone enorme in modo che se il feto morto esce non lo facciamo sul letto ... incredule continuiamo a soffrire per le contrazioni che aumentano, ci facciamo forza a vicenda ... lei prima di me "espelle il feto morto" ... la trasportano in reparto. Rimango sola, piango e urlo per il dolore fisico e interiore. Infastidita dalle mie urla la gentilissima dottoressa mi mette in una stanza a solo dove non esiste neanche il pulsante per chiamare l'infermiera. Ad un certo punto arriva una contrazione forte ... devo fare pipì ... urlo per chiamare l'infermiera che tarda perchè pensa che siano ancora urla di dolore. Arriva e mi accompagna in bagno. Mentre faccio pipì sento uscire qualcosa ... lo dico e mi sento anche rimproverata "Oh mamma signora ... non credo che me lo ha fatto nel water"?... Mi sentivo una cagna ma non dicevo nulla per rispetto della mia bambina che mi stava lasciando anche fisicamente. Per fortuna non avevo "espulso il feto morto" ma solo un grumo grosso di sangue e di liquido. Mi rimettono sul letto e questa volta mi lasciano a gambe aperte con un panno sotto. "Ci siamo Signora" ... comincio a sentire contrazioni fortissime e il bisogno di spingere ... quei secondi li ricordo nitidi ... sento uscire la testa, le braccia e le gambe della mia bambina. ME LA LASCIANO DAVANTI ALLE MIE GAMBE APERTE ... evito di guardare. Mi invitano con la loro gentilezza a continuare a spingere perchè deve uscire anche la placenta ... lo faccio. Finalmente finisce il calvario. Avvolgono la bambina e la portano via. Mi chiedono se voglio un'autopsia ... dico di no ... neanche quella mi restituirebbe la mia bambina ... chiudo gli occhi ... immagino il mio angelo ... tutti i miei sogni su di lei, i discorsi immaginari sul suo primo flirt, sulle sue mestruazioni, sulla scuola volano via ... muore anche una parte di me!
Neanche quella notte dormo ... la mattina mi portano a fare l'ecografia di controllo. Devo fare un raschiamento ... anestesia totale e via ...
Ora sono a casa che mi sembra vuota anche se Daniele la riempie con le sue risate innocenti.
In giardino sono spuntati, per la prima volta in 4 anni, dei fiori bianchi su una pianta ... mio marito dice che è Asia ... e io ci voglio credere.
A tutti quelli che già lo hanno fatto e a tutti quelli che mi chiederanno se l'amniocentesi era necessaria rispondo di si, e vi dico che se potessi tornare indietro lo rifarei. Ho 35 anni e a Settembre ne avrei compiuti 36. La possibilità di avere un bambino con patologie gravi era pari alla percentuale di aborto con amniocentesi ... se non maggiore. La scelta è stata presa insieme a mio marito con cognizione e consapevolezza e la reputiamo anche oggi una scelta razionale almeno per il nostro modo di pensare.
Una dottoressa in ospedale mi ha detto che quello che è successo potrebbe essere un segno che il cuore della bambina era già debole di per sè ... mi ha ribadito che piccole emorragie durante l'amnio sono frequenti ma rarissime volte portano alla morte del bambino. Vero o non vero oggi mi sento vuota e con il mio lutto cercher di andare avanti. Non dimenticherà mai la mia bambina che avrà sempre un posto d'nore nella mia vita. Se vorrà tornare sarà la benvenuta ... se vorrà rimanere tra gli angeli sarà libera di farlo. Le dar ogni giorno un saluto e un sorriso e la notte le augurerà di farev sogni d'oro.
La mia non è una denuncia contro l'amniocentesi perchè reputo questo strumento di diagnosi molto prezioso anche con i suoi rischi intrinsechi.

Ogni 5 del mese accendo una candela per la mia dolce bambina ... ancora oggi piango, divento triste senza motivo ma dentro di me so che la mia piccola tornerà ...



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Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017