Eloisa - 03/01/2008

Ciao sono Eloisa. Aspettavo il nostro terzo figlio. Doveva nascere il 27 marzo 2008. Avevo deciso di non sapere se fosse maschio o femmina, dato che ho già Elia di quasi 5 anni ed Emma-Sophie di quasi 2. Il 13 novembre andiamo, mio marito ed io, per l'ecografia morfologica di 21 settimane. E lì scopriamo che la gravidanza che finora era stata praticamente come le altre due, senza problemi, si interrompeva. Non c'è battito. E noi piombiamo nel vuoto…pomeriggio in ospedale per sapere il seguito e l'indomani mattina ci torno per prendere le medicine. Cominciava il mio distacco dal neonato. Il 15 sera vengo ricoverata, saluto mio marito e i miei figli e rimango sola per la notte. Sola col moi bambino da partorire. Alle 2 e mezza di mattina le prime doglie, una contrazione ogni 8 minuti. Ci siamo, mi sono detta, ma non ho subito voluto l'epidurale; avevo bisogno di accompagnare il mio cucciolo ancora per un po'. Alle 3 e mezza le doglie si fanno sentire ogni 3 minuti e chiedo l'epidurale, ma le percepivo ancora in parte. Alle 6 ho perso le acque e anche molto sangue. Alle 6 e 50 il moi bébé è uscito da solo, era talmente piccolo che non ho avuto bisogno neppure de spingere. In effetti ci hanno detto che dalle dimensioni, 160 gr., e dallo stato in cui si trovava, era morto già da 4 o 5 settimane. E io non mi sono accorta di nulla…questo mi fa male ancora oggi. Insieme a mio marito ho visto il nostro bimbo, si chiama Sebastiano ed era bellissimo, nonostante fosse rimasto così a lungo nell'acqua dopo la sua morte. Non sappiamo la ragione e forse non la sapremo mai. L'abbiamo fatto cremare e le sue ceneri le abbiamo versate al Giardino del Ricordo, al cimitero di Losanna.

Oggi non sono trascorsi ancora due mesi dalla sua nascita e il dolore è a volte fortissimo. Le feste di fine anno appena passate sono state una vera tristezza. Mi sto dando da fare nel lavoro del lutto e ho preso contatto con un'associazione qui in Svizzera dove vivo. Scrivo e leggo e piango e questi sono i momenti che mi permettono di rimanere in contatto con Sebastiano. La separazione fisica è avvenuta il 16 novembre, ma quella psicologica è ancora in corso. Non sono ancora riuscita ad accettare la partenza di mio figlio e mi sembra di vivere in un tempo parallelo al normale, il tempo della mia gravidanza che avrebbe dovuto arrestarsi il 27 marzo e che si è interrotta, senza esssere finita. Un pensiero a tutti i bambini-meteora come Sebastiano e a tutti i genitori speciali.

Autorizzo la pubblicazione del moi messaggio e ringrazio per questo spazio di parola

Eloisa 



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Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017