Serafina - 31/01/2007

Mi chiamo Serafina, ho 32 anni e vi sono molto vicina.

Ho letto e riletto le vostre testimonianze non so se è per sentirmi meno sola o perché il vostro grido di dolore è anche il mio. Ho saputo di aver perso Mattia, il mio primo figlio, circa due mesi e mezzo fa, alla 32 settimana e quattro giorni, data della III ecografia in ospedale.

Ultimamente Mattia si muoveva poco, ma non ci avevo dato tanto peso perché tutti mi dicevano “sta crescendo, per questo si muove di meno” e poi cosa potevo saperne io che ero alla mia prima gravidanza? Inoltre vivevo la mia gravidanza con ottimismo, senza pensieri negativi, senza motivi di ansia…ed oggi ripensandoci forse avrei dovuto preoccuparmi, allarmarmi…invece sono arrivata il giorno stabilito dell'ecografia in ospedale per sapere che il cuoricino di Mattia non batteva più.

E' stata una doccia fredda sentire quelle parole. Il mio piccolo era morto. Ero raggelata, ascoltavo le parole del medico dispiaciuto per l'accaduto…io non parlavo! Mi dissero che “probabilmente si era trattato di un infarto od una fibrillazione al cuore” visto che tutto andava bene.

Fui ricoverata il giorno seguente - il 15/11/06 - e la sera stessa, dopo tredici ore, partorii naturalmente Mattia.

Il suo corpicino era di 1,6 Kg alla nascita/morte così viene definito chi nasce senza vita. Quella vita desiderata fortemente e che ho custodito amorevolmente fino alla fine. Tenerlo con me quell'ultima notte, prima del ricovero, è stato come cullarlo per l'ultima volta, visto che non ho potuto mai abbracciarlo, nemmeno dopo il parto.

Su consiglio dell'ostetrica non lo vidi, lei probabilmente non voleva farmi subire un altro trauma, visto che ormai era da alcuni giorni morto nel mio ventre ed il suo aspetto sicuramente non era “dei migliori”.  Mi disse: “Ricordatelo come te lo sei immaginato!” E così ho fatto inizialmente, ma a distanza di tempo mi sono pentita di non averlo subito visto, toccato. L'ho visto solo successivamente in foto, ed era un bel bambino (anche se non aveva i colori della vita). Io e mio marito abbiamo chiesto di fargli l'autopsia e così dopo due mesi è arrivata la diagnosi. Era un bambino normale, senza alcuna patologia.

E' ritornato quindi il discorso della fibrillazione/infarto al cuore. Ma come può succedere? …capita mi ha detto il ginecologo! Come può accadere che una vita sana che cresce possa morire all'improvviso senza un perché? Ma come si fa ad accettarlo?

La sofferenza per la perdita di Mattia è ancora troppo grande, ma devo farmi forza ed andare avanti. Ho tante di quelle ansie oggi che non so come riuscirò ad affrontare una eventuale e prossima gravidanza…ma la voglia di vita è più forte della morte, quindi credo che solo una nascita possa alleggerire la sofferenza della perdita così assurda di un figlio. La morte di un figlio è innaturale e non ci si dà pace, ed io attraverso la religione e l'amore dei miei familiari ho ripreso un briciolo di speranza, nel credere ancora che ci sia la possibilità di diventare madre per la seconda volta di un figlio da vivere.

Un abbraccio a tutte le mamme e ai papà che hanno un/a figlio/a speciale in cielo, che è e sarà per sempre uno splendido angelo.



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Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017