Ada - 27/11/2006

Improvvisamente mi sono trovata a vivere una tremenda realtà. Non è un brutto sogno è tutto vero: Fabio non c'è più, il suo cuore non batte più. Ora non è qui con me e non posso cullarlo.

Una mamma non pensa di poter perdere il proprio figlio. Oggi che vivo questa realtà so che tante mamme purtroppo hanno avuto questa perdita e malgrado tutto vanno avanti…come me.

Io ho 36 anni ed un figlio di quattro. Io e mio marito abbiamo cercato un'altra gravidanza che come un dono ci è stata prontamente regalata. Ero felice, me lo si leggeva negli occhi e sul viso. La gioia cresceva quanto più si avvicinava il giorno del parto. Finalmente avrei dato un volto al piccolo che si muoveva in me, forse si sarebbero realizzati parte dei sogni  e progetti che avevo per lui, di certo l'avrei amato e avrei vegliato su di lui sino agli ultimi giorni della MIA vita. Il giorno del parto si avvicina, sono alla trentottesima settimana. E' lunedì 23 ottobre; si è spenta una vita, improvvisamente, quella di mio figlio Fabio. Più tardi saprò dagli esami che tratta di morte bianca. Il mio Fabio è  solo un numero di una statistica sfortunata!

La macchina del monitoraggio non trova il battito e io chiedo insistentemente “ non c'è battito, non c'è battito”. Ma devo rimanere tranquilla perché “ può succedere che il macchinario non trovi il battito” mi viene detto,  ma sento che non è vero; passo quindi all'ecografia e niente si muove e ripeto” non c'è battito!?” guardando mia cognata che è la mia ginecologa. Lei, dispiaciuta, scuote la testa. E ‘ un incubo, ma non mi sveglio perché è tutto vero. Dopo due giorni mi fanno partorire. Com'è bello mio figlio, non avrei mai potuto immaginarlo così perché la bellezza di un angelo è troppo grande. 

I primi giorni ero molto confusa ma ora è tutto chiaro le mie braccia non stringono e porto ancora un amore enorme dentro di me con il bisogno di volerlo riversare su mio figlio. Mi sento come se avessi un grande pacco tra le mani pieno d'amore e volessi regalarlo a qualcuno ma lui non c'è e io vago con questo peso tra le mani , sul mio cuore. Che grande tristezza. Il tempo passa ma io soffro di più. Questo dolore si farà  mai più sopportabile? Se tante mamme hanno lo stesso mio dolore e vanno avanti lo faccio anch'io. Io voglio essere forte per il mio primo figlio  perché  lui mi colma  di gioia e presto voglio saper riprendere a piene mani le gioie che mi dà.

Pensavo di essere sola in questo dolore e piango anche perché tante mamme sono passate per questa tragica esperienza. Abbracciamoci insieme e diamoci la forza per andare avanti, dobbiamo essere mamme per intero  per rispettare i figli che abbiamo e quelli che avremo. Speriamo solo che lo sconforto passi presto per dar voce alla speranza e alla rassegnazione, per vivere così il ricordo con un sorriso d'amore.

Ada



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Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017