Laura - 13/06/2006

Circa tre settimane fa la mia seconda figlia é nata morta. Ero alla 39esima settimana di gravidanza e Alessandra si muoveva con così tanta energia che la vedevo già come una bambina estremamente vivace. Quando la sorellina che ha due anni e mezzo giocava con noi e rideva tanto, Alessandra partecipava muovendosi a più non posso. Sembrava quasi giocare anche lei. La immaginavo completamente diversa dalla sorella, soprattutto fisicamente. Per due giorni l'avevo sentita spingere con la testa più del solito e, come prima della nascita della sorella, avvertivo la stessa "modificazione" delle ossa pelviche che aveva preluso al parto. Alessandra si muoveva ancora tanto, ma la mattina seguente avevo forti contrazioni. Avevo camminato tanto, mi sentivo stanca e pensavo che si stava avvicinando il momento della nascita. Il pomeriggio mi ancora non la sentivo, ma pensavo che dipendesse dal fatto che si era incanalata e che stava per nascere. Già durante la gravidanza avevo notato che se avevo contrazioni e/o mi sentivo stanca, non la sentivo muovere. La mattina seguente eravamo andati al parco con la sorellina, ma, nonostante il riposo, non sentivo alcun movimento e, premendo la pancia, per la prima volta non sentivo alcuna resistenza. Così dopo mangiato con mio marito decidiamo di andare al pronto soccorso. Una volta lì, monitoraggio, ecografia e poi la tremenda diagnosi: Alessandra é morta. Vengo ricoverata in serata e il giorno dopo, seguendo il consiglio dell'ostetrica, partorisco naturalmente la mia bellissima bambina. Il travaglio, nonostante fosse il secondo figlio, é stato molto doloroso, forse per l'ossitocina ma anche per lo stato psicologico. Comunque Alessandra era perfetta ed é nata con una spinta sorprendentemente vitale. Era esattamente come pensavo, completamente diversa dalla sorellina. Era perfettamente sviluppata e nella norma. Erano le 16 e l'abbiamo tenuta con noi per più di due ore. Sembrava dormisse ed era così calda e morbida. La mattina dopo sono tornata a casa per stare vicino alla prima figlia, così piccola e sensibile. Da un lato avere già una bambina dà una grande forza, maggiore sicurezza al pensiero di affrontare un'altra gravidanza e ti costringe a rimetterti subito in piedi. Dall'altro non hai il tempo di riprenderti fisicamente e, soprattutto, oltre al dolore per la perdita di una figlia, vivi la sofferenza di una bambina ancora troppo piccola per capire cosa é successo, ma così sensibile da avvertire e vivere sulla sua pelle il dolore che circonda un simile evento. Aspettava di cullare la sua sorellina e la scopri mentre coccola la bambola e la accudisce come se l'amore che aveva in sé, pronto ad uscire, deve in qualche modo essere liberato. Allora soffri anche per lei, perché avresti fatto di tutto per evitarle tanta sofferenza. Nei primi giorni sembrava risentita nei miei confronti perché ero tornata a casa "senza la pancia" ma anche senza la sorellina e questo fa male. Fino a qualche giorno fa prendeva il suo telefonino e diceva che chiamava sua madre, tanto mi sentiva distante, nonostante i miei sforzi di essere sempre presente. Ieri l'esito dell'esame autoptico ha confermato che Alessandra era una bambina perfettamente sana. La mia ginecologa parla di probabile trombosi del cordone ombelicale. Sembra non ci sia una spiegazione a tutto questo. Nell'ultimo mese però ogni tanto mi assaliva una strana sensazione riguardo alla mia bambina che stava per nascere. Non so perché sentivo che, da grande, qualcosa le avrebbe procurato una grande tristezza. Era una sensazione così forte che mi inquietava. Non ne avevo parlato con nessuno anche perché pensavo fosse dovuta ad una serie di preoccupazioni sulla salute di varie persone, preoccupazioni che avevano contornato questa gravidanza. Adesso penso che Dio non ce l'ha strappata, ma l'ha salvata da un destino difficile e di sofferenza. Questo mi permette di accettare la sua morte, anche se il vuoto che ha lasciato é enorme e nessun figlio esistente o futuro sarà mai in grado di colmarlo. Sicuramente però non desideriamo altro che arrivi presto un altro bambino, magari un'altra femmina, che volevamo tanto, soprattutto il papà. Se un altro bambino non sarà mai in grado di compensare la perdita di Alessandra, aiuterà però a colmare quel senso di vuoto lasciato da un'attesa di nove mesi sia per noi che per la sorellina. Il mio augurio a tutti quelli che scrivono su questo sito è di avere presto un altro bambino che colmi la loro vita di gioia e dia loro la possibilità di donare quell'amore nutrito per nove mesi o quasi e poi rimasto "congelato" in fondo al cuore.



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Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017