Mariangela e Ferruccio - 19/08/2005

27 luglio 2005

Sono alla quarantunesima settimana di gravidanza e fino ad ora tutti i controlli e gli esami che ho fatto sono stati perfetti, insomma una gravidanza senza problemi (non ho neanche avuto le nausee).  Non vediamo l'ora di conoscere il piccolo Michele che per nove mesi abbiamo accarezzato nella mia pancia, immaginato e sognato. Ieri abbiamo fatto il monitoraggio e l'ecografia per il controllo del liquido amniotico va tutto bene, ma non c'è neanche l'ombra di contrazioni e quindi bisogna aspettare ancora. Domani dobbiamo fare l'altro controllo e probabilmente se non è ancora successo niente mi faranno partorire. La giornata scorre tranquilla, fuori fa un gran caldo e quindi io e mio marito Ferruccio passiamo tutto il pomeriggio in casa con l'aria condizionata a giocare a Sudoku. Dopo una lauta cena cinese ordinata a domicilio mi siedo sul divano e mi aspetto di sentire le solite acrobazie con cui Michele mi delizia dopo i pasti e soprattutto alla sera dopo cena, ma questa sera non ne vuole sapere di muoversi. Cerchiamo di farlo muovere muovendo un po' la pancia ma non succede niente, un po' preoccupati telefoniamo al ginecologo che ci consiglia di andare in ospedale. Sono un po' preoccupata e lo è anche Ferruccio anche se me lo ha confessato solo dopo, mentre andiamo in ospedale cerca di rassicurarmi e di farmi stare tranquilla. Arrivati in ospedale l'ostetrica mi mette il monitoraggio e io aspetto di sentire immediatamente il suono ritmico e rassicurante del cuoricino di Michele che purtroppo però non arriva, la preoccupazione diventa panico e l'ostetrica cerca di rassicurarmi dicendo che probabilmente è lei che non riesce a sentirlo o che forse si è girato…. Purtroppo però l'ecografia conferma che non c'è più attività cardiaca. Non sono passati molti giorni e le immagini di quel momento sono ancora molto vivide nella mia mente, ricordo l'angoscia delle mie parole che chiedevano al medico di dirmi cosa stava succedendo, ricordo le braccia conserte di uno dei due ginecologi e lo scuotere della sua testa, ricordo il ginecologo che faceva l'ecografia che guardava il monitor alla disperata ricerca di un battito che non c'era, ricordo la mia disperazione e le mie urla quando ho capito che il mio piccolo non c'era più, ricordo le braccia di Ferruccio che mi stringevano forte forte e le nostre lacrime. Non so quando queste immagini se ne andranno dalla mia mente, forse mai, forse sbiadiranno solo e forse con il tempo non faranno più così male.

Quando ho chiesto al ginecologo cosa sarebbe successo mi ha detto che con calma nella notte mi avrebbero indotto il parto, la mia prima reazione è stata quella di pensare che fosse la cosa più crudele del mondo e ho chiesto se potevano farmi un cesareo, almeno in quel modo pensavo sarebbe finito tutto velocemente… Dopo poco è arrivato il mio ginecologo, primario del reparto, e mi ha spiegato che il parto naturale benché doloroso e difficile sarebbe stato molto meglio soprattutto pensando ad una gravidanza futura. Un altro ginecologo con molta dolcezza mi ha spiegato che anche dal punto di vista psicologico un parto naturale mi avrebbe aiutata a superare meglio il trauma perché mi avrebbe permesso di portare a termine la mia gravidanza e lasciare andare il mio bambino nel modo più naturale possibile. In quel momento mi sono affidata completamente ai medici e ho fatto quello che mi hanno consigliato loro, non avevo la lucidità per prendere una decisione contraria a quella che mi stavano consigliando tutti. Oggi sono certa che sia stata la scelta migliore, è stato terribile e doloroso, durante il travaglio ho avuto momenti di disperazione in cui ho pensato di non farcela e mi chiedevo perché dovevo soffrire così tanto inutilmente, ma grazie anche all'aiuto di Ferruccio che è stato con me ogni minuto e mi ha dato tanta forza ce l'ho fatta.

28 luglio 2005

Dopo una notte terribile e un travaglio non tanto lungo ma molto intenso alle 12,30 è nato Michele, pensavo sarebbe stato molto più doloroso non sentirlo piangere appena nato, ma forse in quel momento è stato più forte il sollievo di avere concluso un'esperienza così terribile. Io e Ferruccio abbiamo scelto di vedere per l'ultima volta il nostro bimbo, era un bellissimo frugoletto di 3,550 Kg con tanti capelli neri, un nasino a patatina e una boccuccia perfetta. E' stato molto difficile ma così l'abbiamo salutato e l'abbiamo lasciato andare, quella boccuccia e quegli occhietti chiusi non li dimenticherò mai, ma forse un giorno diventeranno un tenero ricordo di un bimbo che forse all'ultimo momento ha deciso che non era pronto per venire in questo mondo e ha deciso di tornare in cielo.

7 agosto 2005

Di quei terribili giorni all'ospedale di Magenta ho un ricordo un po' sfuocato e doloroso, ma ricordo con molto affetto e gratitudine tutte le infermiere, le ostetriche e i medici. Sono stati tutti meravigliosi sia dal punto di vista professionale perché hanno fatto tutto quanto era in loro potere in una situazione così difficile, ma soprattutto dal punto di vista umano, ognuno di loro ha avuto per me e per Ferruccio parole e gesti di conforto, tutti hanno fatto il possibile per aiutarci a superare quel difficile momento e per renderlo meno terribile.

Le emozioni che si provano in un momento così doloroso sono tante a volte mi sembra impossibile che una cosa così terribile sia successa proprio a noi, a volte il dolore è così forte che toglie il fiato e anche la voglia di alzarsi dal letto la mattina, ma poi vedo il sorriso di un bimbo che da un lato mi ricorda il mio Michele che non ho mai potuto abbracciare, ma dall'altro mi da tanta speranza per il futuro. Il nostro motto è ‘Vinceremo noi', saremo più forti noi del dolore e della disperazione, il nostro amore è uscito ancora più forte da questa terribile esperienza e ogni giorno ci da la forza per andare avanti e per pensare che la felicità di stringere il nostro bimbo fra le braccia non ci è stata negata per sempre, ma è solo rimandata, quando Michele vorrà sceglierà il suo fratellino o la sua sorellina e ce lo manderà. Non sarà facile la prossima gravidanza, sicuramente ci saranno momenti di ansia e di paura, ma spero che la gioia per il nuovo bimbo che verrà riuscirà a farci superare anche i momenti difficili.

Mariangela e Ferruccio.

Mariangela ha scritto un libro sulla sua esperienza: http://www.lulu.com/content/1216750



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Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017