Luisa e Francesco - 07/05/2005

Siamo Luisa e Francesco di Milano e anche noi abbiamo purtroppo vissuto l'esperienza di una gravidanza esitata in MEF. La nostra storia vuole essere una testimonianza della scarsa informazione che esiste nel nostro paese in tema di prevenzione per la gravidanza oltre che una testimonianza di esperienza di una gravidanza purtroppo finita male.
Era un giorno di marzo 2004 quando io e mia moglie abbiamo avuto la conferma, tramite il classico test che si compra in farmacia, di aspettare un figlio. Eravamo molto gioiosi e contenti per la lieta notizia!
Decidemmo quindi di andare da un ginecologo privato per primo un controllo. La ginecologa ci fece alcune domande specifiche e dopo la visita giunse alla conclusione che la gravidanza era fisiologica, nella norma. Fummo contenti di questo anche se non avevamo capito bene cosa significasse effettivamente.
I controlli prenatali procedevano tutti bene, comprese poi le tre ecografie previste dal Servizio Sanitario Nazionale. L'unico esame risultato positivo è stato la "Translucenza Nucale" perché era un po' alta e per maggior sicurezza mia moglie fece l'amniocentesi che ci rasserenò perché risultò una bambina perfettamente sana.
Tutto procedeva bene (almeno così sembrava) quando un giorno la nostra bimba non fece sentire più i sui movimenti, quindi allarmati corremmo al pronto soccorso dove ci dissero che non c'era più battito e immediatamente gli infermieri prepararono il tutto per un parto indotto, alla 34^ settimana
di gravidanza.
Tutte le nostre speranze e progetti maturati in questi splendidi 8 mesi furono spazzate via in un lampo e furono sostituite da rimorsi, tristezza, dolore e rabbia. Che cosa era successo alla nostra bambina? Che cosa dobbiamo sapere prima di intraprendere una nuova gravidanza per avere il fratellino o la sorellina di una primogenita che non abbiamo avuto la possibilità di conoscere e crescere?
Queste sono le principali domande che ci hanno sempre accompagnato in questi mesi.
La ginecologa ci convocò dopo circa 3 mesi dal triste evento per raccontarci cosa era emerso dall'indagine istologica: ci disse che la bimba aveva una malformazione cardiaca congenita e che non poteva essere rilevata dagli esami standard previsti per una gravidanza fisiologica. Ci disse inoltre che non era stata fatta un'ecocardiografia fetale di secondo livello, nonostante la translucenza nucale era risultata positiva, perché "non è possibile medicalizzare l'intera popolazione".
Non ci siamo accontentati e chiedemmo un parere ad un altro ospedale. Qui ci espongono le conclusioni della consulenza genetica rilasciandoci per iscritto quanto detto: la bimba non aveva alcuna malformazione maggiore o minore. Sia il ginecologo che il genetista del secondo ospedale ci dicono che il risultato positivo della translucenza nucale può indicare la presenza di anomalie cromosomiche (accertabile con l'amniocentasi) oppure malformazioni cardiache rilevabili se viene effettuata un'ecocardiografia fetale di secondo livello e che di solito viene fatta. La sofferenza fetale non era rilevabile dalle tre ecografie standard previste ma mediante un esame chiamato flussimetria che viene fatto solamente in caso di gravidanze ritenute a rischio dal ginecologo curante.
Abbiamo poi saputo che la flussimetria è un esame ecografico non invasivo dove vengono prese delle misurazioni in più.
Ora mia moglie sta facendo gli ultimi esami internistici e probabilmente dovrà prendere l'aspirinetta prima di iniziare una nuova gravidanza mentre le hanno detto di assumere fin da subito l'acido folico.
Alla luce di tutto quello che abbiamo saputo sulla gravidanza in seguito ai vari consulti preconcezionali con medici specializzati in patologia della gravidanza, io e mia moglie abbiamo constatato che nel nostro paese in tema di prevenzione per la gravidanza non si fa molto e quindi abbiamo deciso di fare un sito internet rivolto a tutti coloro che hanno deciso di avere un figlio o pensano di volerne uno in futuro con l'obiettivo di divulgare informazioni utili in proposito e che bisognerebbe sapere ma che spesso non vengono trasmesse o quanto meno non raggiungono i diretti interessati. Il sito è disponibile all'indirizzo http://www.gravidanzaweb.it e chiunque vuole inviare informazioni relative ad esperienze specifiche può farlo tramite il servizio E-mail descritto nel sito sopra menzionato.



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Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017