Tiziana - 22/03/2005

Mi chiamo Tiziana. Ho 32 anni, quasi 33. Il 7 agosto 2004, alla 35 settimana di gravidanza, ho perso la mia bambina, Lella. La sera prima non l'avevo sentita muovere, ma non ci avevo fatto molto caso. Mi addormentai sfinita (ero rimasta fuori fino a tardi) e il giorno dopo, al risveglio, il mio primo pensiero:lei. Niente, nessun movimento.La mia pancia, che fino a quel momento avevo ironicamente definito "centrifuga" era inesorabilmente FERMA. Mi accarezzavo (la accarezzavo), premevo piano, aspettavo ancora, ma...niente. Sveglio mio marito, glielo dico:lui sembra tranquillo.Cerca di calmarmi, mi invita a fare colazione.."vedrai che dopo si sveglierà anche lei.." e cosi, mi alzo:bevo il mio bicchiere di latte freddo, senza zucchero (il mio medico mi ha proibito gli zuccheri ed io, diligente, evito) e i miei cereali. Mangio senza voglia;in mente un solo pensiero:MUOVITI,ti prego. Mi alzo, cammino un po'...Niente. Non si muove..così, chiamo mia mamma...andiamo all'ospedale..e lì invento che lei non si muove da giorni. Sopporto persino che mi guardino come una mamma snaturata per non essermi allarmata prima, ma so che devo dire così per entrare al pronto soccorso (in realtá non si muoveva solo dalla sera prima). Entro nella sala dove effettuano il monitoraggio:c'é un'ostetrica bionda, rassicurante..Lei mi spalma il gel..prende la sonda..accende la macchina..Io sono lì..impaziente..tremante (rivivo ancora quel momento terribile come se fosse appena successo)..aspetto il tuo battito. Ma non si sente niente, niente..silenzio assoluto. La guardo e spero di trovare nel suo sguardo una risposta che non sia quella che temo. E invece lei scuote il capo..Capisco..Mi dispero..Le chiedo:"non batte più?" e lei mi risponde desolata:"no...". E' la fine...qualcuno dice:"Chiamate il marito" e allora realizzo che é successo veramente. Non ho il coraggio di guardarlo negli occhi..Mi stringe, ci abbracciamo, ma lei non c'é più. Le ore che seguono mi vedono assente, alienata, lontana. Mi dicono che mi indurranno il parto, ma io non me la sento. Dopo un po' rientrano e mi dicono che si stanno preparando per il parto cesareo. Mi sento rasserenata e non mi scendono più lacrime. La mia pancia ogni tanto sussulta, ma so che non è lei. Mia cognata si illude, chiama l'ostetrica che mi rifà il monitoraggio, ma il cuore non batte. E così, distrutta e senza vita dentro (mi sento morta come lei), mi siedo sulla sedia a rotelle che mi porterà giù nella sala operatoria. Il medico che mi dovrà operare é imbarazzato, non sa cosa dire. Mi mette una mano sulla spalla e aggiunge:"la prossima volta scenderemo per un motivo diverso...". Non rispondo, non dico nulla...le lacrime mi bagnano il viso...rimango assente, anche quando mi fanno stendere su quel lettino, che a me sembra un letto di morte. Odio vedere ancora la mia pancia...nemica, finta, vuota...Finalmente l'anestesia (non ho mai desiderato cosi tanto...) e mi addormento...Al risveglio...tutto é finito. La mia pancia é sgonfia..Grande dolore fisico, grande dolore. La bambina é morta per ché il cordone ombelicale, attorcigliato intorno al collo e alla gambetta, l'ha soffocata. Era lunga 48 cm, pesava Kg. 2,4 e tutti mi dicono che era bellissima. Io ho solo visto le foto qualche mese fa...

Il soggiorno in ospedale é breve:sono uscita dopo 4 giorni, non resistevo più lì dentro. Uscire é un incubo..Fuori caldo, il sole...é piena estate..il ferragosto é vicino e quel sole che mi brucia la pelle...lo odio..lo odio..

Sono passati 7 mesi...La mia bimba riposa accanto a sua zia, la sorella di mio marito, morta a 28 anni in un incidente stradale. Hanno lo stesso nome, la stessa bara bianca...Due angeli che ci guardano dall'altro e che prego ogni giorno.

Oggi sto meglio:l'amore di Nino, mio marito mi ha aiutata a rialzarmi. Ma il dolore che ho dentro me lo porterò per tutta la vita, anche quando un giorno, non so quando, ma spero presto, Dio mi regalerà un altro angelo...



Privacy Policy
Ultimo aggiornamento:martedì 1 agosto 2017